giugno 17, 2008

Compito 5: il valore del contesto: un'opinione a riguardo...

Leggendo i due post di Lee LeFever e del Prof. Formiconi ho particolarmente condiviso alcuni aspetti di quello che è stato scritto a proposito del valore del contesto; l'esperienza in campo matematico/fisico nel corso della mia carriera scolastica non è stata mai caratterizzata da episodi eccessivamente shoccanti tanto da farmi odiare l'una o l'altra materia. Come spesso accade ci sono stati momenti di euforia che si alternavano ad attimi di maggiore difficoltà: questi ultimi fortunatamente non hanno prevalso sui primi...! Sono materie che di solito non trovano grande successo in molti studenti, perchè di fondo non sono apprezzate: sono infatti ritenute nella maggior parte dei casi inutili... E' un'idea che nasce proprio da quel valore del contesto di cui si è discusso: capire fino alla radice un argomento è di vitale importanza per apprezzarlo a fondo: la passione che può nascere in una persona che dedica tempo cercando di capire logicamente i passaggi che portano da un teorema ad un altro (o da un'equazione ad un'altra) non ci può essere in una che li impara passivamente a memoria: voglio dire, ci deve essere di base un interesse, una curiosità che, secondo me, nella maggior parte dei giovani d'oggi viene a mancare. La situazione per cui molti studenti - e tra questi ci sono anche io - al liceo avevano voti più alti in fisica che in matematica è spiegabile considerando che tra le due materie, anche se pur sempre riconducibili all'ambito scientifico, c'è una leggera, ma non trascurabile differenza. La fisica è sicuramente più compresa dagli studenti per la sua concretezza: quanti di noi per capire una legge, un'equazione oraria, non ha ipotizzato una situazione concreta (con macchine che si muovono, treni in partenza, osservatori e quant'altro); in tutto questo riusciamo ad orientarci meglio, ci aggrappiamo quindi ad un filo logico, di vitale importanza per apprendere i concetti e capirli. La matematica resta inevitabilmente più astratta, meno riconducibile sotto questo aspetto, ad esempiucci - elementari semmai, ma maledettamente utili - che ci permettono di comprenderla in maniera facile fino in fondo. Nella maggior parte dei casi si è arrendevoli senza aver provato fino in fondo a capire quel linguaggio che così bene si adatta alle diverse situazioni in cui appare: è, quello "matematico", un linguaggio universale. Riuscire ad appropriarsi di questa importante nozione è sicuramente un'ottima chiave di lettura per apprezzare la vastità e la complessità delle materie in ambito scientifico.
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Parole: sicuramente il limite di 200 vocaboli è stato superato; però non vorrei limitare la lunghezza del post perchè mi piace così come è... mi appello al buon cuore del Prof.!

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